lunedì 30 dicembre 2013

Il Maglio di Pagnano

Nella parte occidentale della Marca si concentra "La Strada dell'Architettura", un armonioso insieme di chiese, ville e palazzi, borghi, architetture moderne ed industriali che, attraverso un suggestivo itinerario ricoprono quasi mille anni di storia, rievocando nomi prestigiosi quali il Palladio, il Veronese, il Vittoria, il Canova e Carlo Scarpa.
Il progetto Comunicare per Esistere sviluppa un percorso storico-culturale per 'raccontare' a comunicatori e giornalisti le diverse tappe de 'La Strada dell'Architettura'.
La presentazione del viaggio avverrà nel corso della rassegna informativa Asolo per Vivere.

Maglio di Pagnano


31011 Asolo
loc. Pagnano

RECAPITI

tel 0423 524637
fax 0423 950130
museo@comune.asolo.tv.itwww.asolo.it/museo

APERTURA

seconda domenica di ogni mese
10.00 – 19.00

INGRESSO

gratuito

L’officina del maglio, utilizzata da epoca medievale fino al 1979 per la lavorazione del metallo, sfrutta la forza motrice fornita da una derivazione idrica del torrente Muson che dalla sorgente fino al termine del territorio asolano era sfruttato per attività simili. La struttura che risale al XV secolo, anche sulla base della data del 1468 incisa su una pietra angolare dell’edificio, dovette essere utilizzata come sede di lavorazione del metallo almeno fin dal 1472.
Successivamente nel XVII secolo il complesso mutò anche la destinazione funzionale divenendo un follo da panni. L’antica officina fabbrile tornò ad essere operante almeno dall’inizio del XIX secolo quando viene censito, nei sommarioni del catasto napoleonico del 1811, il fabbro Valentino Colla quale proprietario della casa di abitazione e dell’annessa struttura. La dinastia dei Colla è rimasta saldamente alla guida dell’officina da allora fino quasi ai giorni nostri.
A ridosso del canale si trova l’officina, dotata di due ruote a pale e di un raro esempio di tromba idroeolica di concezione leonardesca per la ventilazione della forgia; all’interno vi sono la mola da aguzzare, il maglio, la forgia e, su un piano sopraelevato, il deposito del carbone. L’interno dell’officina si presenta al visitatore abbastanza spoglio dei suoi strumenti lavorativi anche se ci sono degli oggetti risalenti almeno al XIX secolo. Entrando dalla porta principale e scendendo alcuni gradini, troviamo sulla sinistra un banco da lavoro con martelli e qualche chiave. Al centro della stanza è collocato una grossa incudine e appena sulla destra il maglio, costituito da un sistema di cunei e da imponenti blocchi di pietra che fungono da assi di collegamento della struttura stessa. Addossato alla parte opposta si trova il focolare ricco di numerose tenaglie e un interessante trapano a colonna ben conservato oltre ad una mola da affilare.
Il complesso, ora di proprietà della Amministrazione Comunale, è stato oggetto di un restauro conservativo ed è stata ripristinata la funzionalità del canale di adduzione.

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