domenica 29 dicembre 2013

Alla corte di Caterina Cornaro

Caterina Cornaro

Caterina Cornaro nel 1468 era andata in sposa a Giacomo II di Lusignano re di Cipro e, dal 1473 - alla morte del marito e dell'unico figlio -, aveva retto quel regno per quasi quindici anni.
Nel 1489 Caterina fu costretta da Venezia ad abdicare cedendo i suoi diritti alla Repubblica, in cambio del feudo di Asolo e di un ricco appannaggio. Il 20 giugno 1489 Caterina Cornaro si insedia ad Asolo e nel 1491 inizia l'edificazione della residenza estiva, dove i Cornaro hanno l'occasione di esibire la loro non comune intelligenza architettonica e la cultura vitruviana di Giorgio Cornaro.
La costruzione che viene fatta erigere ad Altivole è un barco cioè un luogo dove uccellare e cacciare, come quello che possedevano Federico da Montefeltro, gli Estensi e Alfonso II di Napoli. Giorgio Cornaro aveva visto il barco di Gian Galeazzo a Pavia e di questo, e di
quello del duca di Montefeltro, aveva informato la sorella.

Il Barco di Altivole

Il Barco di Altivole si estendeva per circa 38 ettari e si caratterizzava per la sua triplice struttura muraria: quella più esterna destinata alla caccia, quella della residenza e la terza che racchiudeva gli orti.
Nella parte riservata alla caccia si trovava anche una grande peschiera
per le anitre e gli aironi, e la torre circondata da acqua dove si allevavano tordi, pernici, quaglie, colombi e tortore, per poter qui, oltre che cacciare, anche uccellare. La seconda cinta muraria racchiudeva lo spazio destinato alla residenza, che le indagini archeologiche condotte dalla Fondazione Benetton (1988-1992) hanno consentito di ricostruire in maniera sufficientemente precisa.
Si trattava di una villa-castello che si articolava in tre grandi ali contrassegnate agli angoli da torri, che racchiudevano un'ampia corte
centrale; un terzo di questa, verso nord, era chiuso da un muro a tre
aperture - la terza cerchia - che destinava l'uso di questo spazio aperto ad un carattere più privato. Delle tre ali originarie si conserva solo parte di quella orientale che era adibita alla residenza della regina e dei suoi ospiti, mentre non rimane traccia dell'ala occidentale
destinata a magazzini e granai, e di quella meridionale, contrassegnata da una torre centrale che costituiva l'ingresso della villa, riservata agli alloggi della corte della regina, formata da circa ottanta elementi.

La Corte di Caterina

Ad Asolo Caterina Cornaro dà vita ad una piccola corte rinascimentale dove la sovrana, tra il Barco di Altivole, il palazzo di San Cassiano a Venezia e la villa di Murano, accoglie con grande sfarzo, alcuni degli esponenti più in vista del mondo culturale e politico del tempo. Caterina anche ad Asolo conserva il titolo di rejna Jerusalem Cypri et Armeniae e il fasto nel quale vive è più degno della regina di Cipro che della signora di Asolo: Venezia, infatti, temendo le sue aspirazioni al trono dei Lusignano, cerca di appagarla circondandola di onori, ma il rapporto della Cornaro con Cipro non si interrompe mai. Ciprioti erano parecchi membri della sua corte, dall'isola giungevano ospiti prestigiosi e delegazioni che portavano alla regina i prodotti più preziosi di Cipro, come le stoffe intrecciate di sottili fili d'oro, gli olii profumati e la polvere di talco profumata, che dall'isola prendeva il nome di cipria.
Gentile Bellini, Ritratto di Caterina Cornaro,Budapest, Szépmuvészti Mùzeum.
Gentile Bellini, Ritratto di Caterina Cornaro,Budapest, Szépmuvészti Mùzeum
 



Nessun commento:

Posta un commento