domenica 12 gennaio 2014

La storia di San Zenone degli Ezzelini


Per i percorsi dell'Azione Abitare la Storia. i giornalisti e comunicatori invitati ad 'Asolo per Vivere'
visiteranno  San Zenone degli Ezzelini.

Situato nella pianura ad ovest di Asolo lungo la statale n. 248, S. Zenone degli Ezzelini si estende su una superficie di circa 20 kmq tra rilievi collinari, piccole valli ed aree pianeggianti. II suo territorio fu abitato in tempi remoti, come attestano numerosi reperti archeologici appartenenti a diverse epoche preistoriche a storiche. Parte della marca trevigiana, dal sec. X il territorio di S. Zenone appartenne ai vescovi di Treviso ed alla fine del XII sec. divenne possesso di Ezzelino da Romano il Monaco, che lo trasmise nel 1223 al figlio Ezzelino III detto il Tiranno. Questi, a causa della sua politica espansionistica, ebbe molti nemici a nel 1259 fu sconfitto a ferito a morte; il fratello Alberico, suo alleato, si rifugiò nel castello di San Zenone dove, dopo aver subito 1'assedio di una lega di feudatari, venne trucidato con tutta la famiglia. Dell'antico castello, ricostruito a nuovamente distrutto, rimane la torre, simbolo del paese. Nei pressi della torre sorge l'ottocentesco Santuario della Madonna del Monte (meglio conosciuto come "Chiesetta Rossa") dal cui colle si gode di un incantevole panorama. Una pala di Jacopo da Ponte, un crocifisso ligneo rinascimentale, statue dello scultore sanzenonese Francesco Rebesco ed affreschi del pittore Noè Bordignon adornano la chiesa parrocchiale di S. Zenone. Del patrimonio architettonico di S. Zenone risalgono al cinquecento la villa Tedesco e la villa Vignola, rimaneggiata nel settecento come la villa di Rovero, che è collocata al centro del paese di fronte al Municipio, mentre il località Sopracastello si può ammirare l'esterno di villa Rubelli.
Villa Rovero
























mercoledì 8 gennaio 2014

'Comunicare per Esistere' alla F.lli Barisan Auto di Pieve di Soligo


Sin dalla sua costituzione, nel lontano 1979, la concessionaria dei F.lli Barisan entra a far parte del gruppo FIAT, originariamente vi entra come officina autorizzata. Passano gli anni e la passione e la competenza abbinate ad una capillare conoscenza del territorio spinge i F.lli Federico Livio e Lucio Barisan a diventare organizzato FIAT, un gran bel traguardo raggiunto nel 1994. La serietà, la correttezza, la disponibilità, che erano state volano dell’ampliamento consentono di raggiungere in breve tempo risultati importanti e raggiungere traguardi importanti come quello di affermare nel proprio territorio di competenza e non solo i marchi rappresentati. Il mutamento del mercato, le nuove forme di vendita, la passione ed una sana ambizione sono la forte spinta che permette ai F.lli Barisan nel 2003, di costruire una nuova sede, importante, 13000mq , ubicata nel comune di Pieve di Soligo, in Via Quartier del Piave. La nuova struttura che ha una veste al passo con i tempi viene dotata di tutte le più innovative tecnologie per ampliare e consolidare la vasta gamma di servizi offerti ai clienti. La caratteristica che da sempre ha contraddistinto tutta la vita lavorativa dei F.lli Barisan e della loro attività è quella di avere sempre con i propri clienti un rapporto, diretto, franco ed umano. Moltissimi i servizi offerti alla clientela, e diverse le attività svolte, ora non vi resta che fare un giro in macchina ed andare di persona a verificare che quanto scritto è tutto vero.
Giuseppe Gaspari

martedì 7 gennaio 2014

A Covolo, lungo il tracciato della tramvia elettrica

A Covolo suggeriamo due soste del gusto.

Uno è lo snack bar Via e vai: oltre alla gentilezza tutta al femninile, il locale coltiva una sana passione per i vini del territorio.Un nagolo ove gustare in santa pace un prosecco di Nani Rizzi e altri. Davvero consigliabile una tappa !

Ma a Covolo vi è anche la mitica Pizzeria da Lino.
La storia della nostra pizzeria parte da lontano, inizia negli anni 60 quando il giovane Lino Durante si imbarca in cerca di fortuna in Perù. Dopo anni di duro lavoro fra pescherecci e gelaterie, è a Miami che conosce un pizzaiolo siciliano che gli insegna l’arte di fare la pizza sottile e croccante. Fatto tesoro dell’esperienza statunitense, Lino torna in Italia e decide di far rivivere il “sogno americano” a Ciano del Montello, dove nel 1975 apre la prima pizzeria del paese: un piccolo locale rustico e familiare dove si gusta una pizza sottile e fragrante, accompagnata magari da un piatto della nostra porchetta. Sono proprio questi i segreti del nostro successo che continua ormai da più di 35 anni:
prodotti semplici ma genuini serviti con tanta passione e cordialità. Nel 2010, visto l’affetto sempre più caloroso dei nostri numerosi clienti, abbiamo deciso di allargarci e di spostarci nel nuovo locale di Covolo di Pederobba, dove si coniugano tradizione e innovazione. Insieme ai nostri classici abbiamo deciso di apportare qualche novità: nuove pizze, una ricercata carta delle birre e finalmente anche ottimi dessert fatti in casa. Tutto questo rende la Pizzeria Da Lino una delle migliori pizzerie che potete trovare nelle zone del Montello fra Montebelluna, Pederobba, Cornuda e Crocetta.”




A Crocetta del Montello, lungo il tracciato dell'antica tramvia elettrica

Il tram operava una fermata in località Ponte dei Romani.
La denominazione del comune fino al 1928 era Crocetta Trevigiana. Il predicato servì per distinguerlo dall'omonimo comune della provincia di Rovigo. Nel 1928 cambiò l'appellativo in del Montello in riferimento agli eventi della Grande Guerra. Il comune è stato costituito nell'anno 1902 a seguito dell'accorpamento delle frazioni Ciano e Nogarè, staccate dal comune di Cornuda (Censimento 1901: pop. res. 4160). Da sempre molto legata all’agricoltura e all’allevamento, facilitati dalla fertilità dei campi, l’economia di Crocetta del Montello ha visto aggiungersi una nuova voce alle entrate negli ultimi decenni: il turismo, che sta pian piano popolando la zona soprattutto durante i mesi estivi.
La nascita di Crocetta è recente e in origine rappresentava un modesta località di campagna dipendente da Nogarè. Quando Ciano e Nogarè andarono a formare un comune autonomo (1902), si scelse di porre la sede comunale proprio alla Crocetta, a metà strada fra le due frazioni; attorno al municipio finì per svilupparsi l'odierna cittadina.
Crocetta si è sviluppata nei primi del 900 attorno a un canapificio costruito nel 1882 lungo il canale Brentella. Interessanti reperti archeologici rilevati in questa zona sono custoditi nel locale museo. Nel 1333, durante lo scavo per la costruzione del canale Brentella, sono stati rinvenuti i resti di un antico ponte romano. Nel 1320 gli eserciti degli Ezzelino e Cangrande della Scale si accamparono nella zona, prima di assaltare la vicina Montebelluna. Gli abitanti in antichità hanno sempre tratto il loro sostentamento dal vicino Montello con la vendita del legname e la raccolta dei funghi. Durante il dominio della Serenissima, per evitare il disboscamento eccessivo fu emanato un bando che regolamentava l'abbattimento delle piante; le piante qui tagliate servivano agli arsenali veneziani.”

Vogliamo ricordare a Crocetta del Montello due luoghi di meditazione e meritata sosta.
Uno è il Bar Tabaccheria, giusto al semaforo-incrocio con via Antonini: caffetteria, buona scelta di vini e stuzzichini, gentilezza, e ….belle ragazze!

L'altro luogo è la Trattoria da Luciano, autentico tempio della cucina veneta. Recentemente la trattoria ha ospitato la trasmissione televisiva L'Italia del Gusto (Sky,CafèTv24, web), per la serata 'Ghiotto Coniglio', sulle tracce di Luigi Veronelli. "L'Antica Trattoria da Luciano, situata a Crocetta del Montello, ospita da ormai due secoli la tradizione in tavola. Il locale ha un ambiente rustico e confortevole dotato di un ampio salone con veranda apribile che si affaccia su un verde giardino. Particolare cura è posta nella preparazione del menu che spazia da quello tradizionale veneto con tanto di paste fresche fatte a mano, ai gustosi piatti a base di cacciagione e funghi, il tutto accompagnato dall'ottimo pane di produzione artigianale. Ricca anche la proposta di dolci e semifreddi preparati tutti in casa e presentati in composizioni "artistiche" molto particolari."



Ad Asolo, alla Trattoria Ciarniei

L'Associazione l'Altratavola nasceva 22 anni orsono. L'aveva tenuta a battesimo Luigi Veronelli, direttore della rivista L'Etichetta, con tre appuntamenti ad Asolo e Casella d'Asolo.
Per ricordare Luigi Veronelli  e Daniele Canciani la trasmissione televisiva L'Italia del Gusto ha realizzato uno stage di informazione alla Trattoria Ciarniei di Pagnano, 'creatura' dell'oste veneto-friulano, recentemente scomparso.
A pochi chilometri dal centro storico di Asolo, c'è la trattoria Ciarnie I che è stata fondata nel 1967 dalla famiglia Canciani. Il locale è rinomato per il prelibato menù a base di piatti tipici della cucina veneto friulana.



Robert Bortolin, ovvero la carne d'autore a Farra di Soligo

Robert Bortolin è un tutt'uno con la sua macelleria, una autentica boutique della carne.
Per chi lo conosce, non meraviglierà invece che ben saldi e immutabili sono rimasti i principi alla base della sua professione: la scelta delle bestie rigorosamente al vivo, nelle stalle dei contadini,magari nelle montagne del feltrino e del bellunese, con quell'ostinato peregrinare che permette poi a Robert di garantire carne di prima scelta ai propri clienti.
La 'bottega' è luminosa, assai ampia: continuano a far bella mostra di sè i mitici salumi di tradizione, per cui Robert è conosciuto ben oltre i confini del proprio paese.
Fare salumi, lasciatecelo dire, è un 'arte, per davvero antica.
E qui, a Farra di Soligo, è esercitata ai massimi livelli!



A Crespignaga e Maser

L'abitato si dispone lungo la SP 84 "di Villa Barbaro", addossandosi ai piedi dei colli Asolani (è dominata dalla montagna Grande, 403 m s.l.m.). È l'abitato più occidentale del comune, trovandosi tra Coste e Casella d'AsoloI primi insediamenti umani avrebbero origini romane: un'ipotesi lo avvicinerebbe al nome proprio Crispinius. Nel Medioevo Crespignaga era nota per il suo castello, andato distrutto nel 1338 durante gli scontri tra Veneziani e Carraresi. Dell'edificio non restano tracce, se non le solide testimonianze dei documenti scritti e delle tradizioni. Citato sin dal 1168, si articolava in una cinta più esterna al cui interno sorgevano altre strutture fortificate, tra cui la casa del Bonifacino, residenza del signore. Le mura erano circondate da una frata, ovvero un'area mantenuta boscosa per impedire l'accesso degli aggressori.

Vogliamo ricordare un luogo di sosta, degno delle nostre libere meditazioni: l'Osteria Longon, in via Marosticana al civico 17.
Un tempo solo bar, il locale , grazie anche alla spinta delle nuove generazioni, si è trasformato
in un ristorantino che propone, al volgere delle stagioni, menù ispirati alla cucina di tradizione.
Non manca una certa creatività, frutto della genialità del giovane cuoco.
Sicuramente da visitare!